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Grosseto, Toscana, Italy
Matteo Maggio nasce a Grosseto nel 1983 nel 2002 si diploma al Liceo Artistico di Grosseto successivamente all’Accademia di Belle Arti di Carrara frequenta i corsi della cattedra di scultura del marmo del prof. Piergiorgio Balocchi e qui nel 2006 si laurea con lode. Dal 2004 inizia a partecipare ed esporre a numerose manifestazioni e concorsi in Italia, aggiudicandosi importanti riconoscimenti e premi. Attualmente lavora tra Carrara e Grosseto.

mercoledì 13 ottobre 2010

''Corpo del suono'', installazione contemporanea al Chiostro di San Galgano

Siena, Palazzo di San Galgano, Facoltà di Lettere e Filosofia, via Roma 47 dal 12 al 23 ottobre 2010, inaugurazione martedì 12 ottobre ore 18.30
L’installazione Corpo del suono dell’artista grossetano Matteo Maggio è il primo appuntamento del nuovo ciclo della rassegna SANGALGANOSQUARE, curata dal Prof. Massimo Bignardi, organizzata dalla Cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea del corso di Laurea Specialistica in Storia dell’Arte, sostenuta dal Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, il Prof. Roberto Venuti e patrocinata dal Comune di Siena nell’ambito del programma promosso dall’Assessore alla Cultura Prof. Marcello Flores d’Arcais.
Il chiostro di San Galgano, con l’istallazione Corpo del Suono vivrà una nuova dimensione in cui lo spettatore è chiamato a calarsi.
L’idea nasce dalla ricerca personale dell’artista di mettere in relazione l’uomo con l’ambiente e il mondo che lo circonda – scrive Federica Pace – riuscire a farlo dialogare con l’architettura, con le linee che creano lo spazio attraverso un percorso musicale, materiale e spirituale che riconduce ad “un’opera d’arte totale”.
A catturare l’occhio del pubblico è la figura del jazz-man posta al centro della scena che con la sua presenza evocativa ci trasporta in un luogo altro dove la storia del chiostro e quella del musicista si incontrano. Gli schiavi neri, deportati dall'Africa dal 1500 al 1865, vennero in contatto con gli europei giunti a colonizzare le Americhe. Dall'incrocio di forze sotterranee di un popolo considerato istintivo, come gli africani, con l'idealismo occidentale, nato dalla Grecia classica e dal mondo germanico, fiorì una nuova forma culturale basata sulla creatività e istintività conviviale e sull'improvvisazione, vocale e strumentale. In un dialetto africano, infatti, la parola “jasi” significa “vivere ad un ritmo accelerato”. In linea di principio, nel Jazz la figura del creatore della musica e quella del suo esecutore si fondono e si identificano nella figura del solista che improvvisa. Come l’artista, attraverso la percezione della realtà, ricerca una costruzione formale adeguata al proprio suono interiore, così il jazz-man improvvisa la sua musica che nasce direttamente dall’anima e prende forma, divenendo costruzione di un pensiero e ‘corpo del suono’. Per Kandinskij la musica è l’arte per eccellenza che ha saputo portare ad espressione il proprio contenuto interiore, un’arte puramente spirituale: «risulta che la migliore insegnante sia la musica, l’arte che non si è dedicata alla riproduzione dei fenomeni naturali, ma alla espressione dell’animo dell’artista e alla creazione di una vita autonoma attraverso i suoni musicali». Questa risonanza spirituale, questa necessità interiore sono il principio fondamentale di ogni lavoro creativo. Mentre il pittore deve tendere a stabilire un contatto efficace con l’anima umana attraverso il colore, nello spazio del chiostro sarà la musica, ideata dal compositore Simone Maggio, a trasportare lo spettatore in un’atmosfera coinvolgente e visionaria, dove l’esperienza interiore di ciascuno si incontrerà con la storia radicata del luogo. Il jazz-man immerso nei suoi ricordi e nelle sue emozioni darà corpo alla musica che prenderà la forma di un cubo, poliedro regolare, che Platone associa alla Terra “perché è la più immobile e dei corpi la più plasmabile”. In questo modo lo spazio sarà invaso da solidi sospesi nell’aria che rappresentano al tempo stesso il corpo e lo spirito della musica.

L’installazione di Matteo Maggio plasma lo spazio e conduce ad una nuova dimensione, un nuovo grado di libertà interiore dove il tempo è scandito dal suono, una dimensione immediatamente successiva alle tre dello spazio reale. (Federica Pace)





mercoledì 14 luglio 2010

INAUGURAZIONE della Scultura in MARMO BIANCO per la commemorazione dell'"IKEDA KAYO-KAI"


inaugurazione della sala "Kayo-kai" presso l'ISTITUTO BUDDISTA ITALIANO SOKA GAKKAI Centro Culturale di Grosseto.

domenica 29 marzo 2009

Monumento dedicato alle vittime del manicomio

Sabato 28 marzo 2009
Mattino, ore 10.00
Area ex Ospedale Psichiatrico di Arezzo
Inaugurazione del monumento dedicato alle vittime del manicomio

Cesare Bondioli, Centro "Franco Basaglia" Arezzo

"Memoria dei Tetti rossi", ricognizione degli edifici che erano sede di reparti psichiatrici e visione dei pannelli che ricordano le funzioni svolte in ciascuno degli stabilimenti

Scoprimento dell'opera da parte del Prof. Agostino Pirella alla presenza degli scultori Matteo Maggio e Paolo Bacci
Presentazione di scabia registra teatrale


In rappresentanza di S.E. Mons. Gualtiero Bassetti, Vescovo della Diocesi di Arezzo Sansepolcro Cortona provvederà alla benedizione dell'opera, Mons. Tullio Cappelli

Alla presenza di Autorità

Enrico Rossi, Assessore per il Diritto alla Salute Regione Toscana
Giuseppe Fanfani, Sindaco di Arezzo
Emanuela Caroti,Assessore alla Cultura della Provincia di Arezzo
Monica Calamai, Direttore Generale Az. USL8 di Arezzo
Camillo Brezzi, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia
Roberto Fabbriciani, Musicista
Giuliano Scabia, Commediografo


inaugurazione monumento arezzo 1
inaugurazione monumento arezzo  2
inaugurazione monumento arezzo 3
inaugurazione monumento arezzo
monumento in memoria delle vittime del manicomio
Arezzo, 25 marzo - L'ex ospedale psichiatrico di Arezzo sarà la sede di un monumento dedicato alle vittime della violenza manicomiale. L'opera è frutto del lavoro di due giovani scultori toscani, Matteo Maggio e Paolo Bacci, vincitori dell'apposito concorso di idee lanciato dal centro di promozione per la salute intitolato Franco Basaglia.
''E' un monumento, unico in Italia e probabilmente nel mondo - ha dichiarato la Provincia di Arezzo - è in marmo di Carrara e vuole ricordare non solo la violenza del manicomio su tanti internati ma celebrare anche il loro protagonismo nel loro processo di liberazione''. L'opera, costata 20mila euro, sarà scoperta nell'ambito di una tre giorni che si apre domani e che è dedicata ai temi della salute mentale e sull'attualità della Legge 180, comunemente nota come Legge Basaglia. La manifestazione è promossa dal Centro Basaglia insieme a Provincia e Comune di Arezzo, Regione Toscana, Università di Siena e Asl 8.Domani sarà inoltre conferita un'onorificenza ad Agostino Pirella ''per il lavoro svolto come direttore dell'ospedale psichiatrico di Arezzo, per il superamento del manicomio e la creazione dei servizi territoriali di igiene mentale''.

(La NAZIONE)Domenica 29 Marzo 2009